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Volantino sulla cannabis a scuola, L'UDC grida allo scandalo

— Inviato da medioattivista @ 17:00

Nei giorni scorsi a Modena è stato distribuito in una scuola un volantino sponsorizzante la festa della semina, serata a tema che s'è svolta ieri sera al Kinky’s bar di viale Caduti sul Lavoro.

Il volantino recitava semplicemente "chi semina amore, raccoglie pace" e la serata aveva come perno la pianta di cannabis osservata attraverso tutte le sue mille qualità ricreative ma anche tessili, medicinali, isolanti ecc...

La cosa non è andata giù ai (non ridete!) "giovani dell'UDC" di Modena che tuonano contro la cultura della morte e l'atteggiamento criminale dei gestori del locale.

Giusto un paio di considerazioni. Intanto che tra poco oltre che alla detenzione, alla coltivazione, alla cessione e allo spaccio di cannabis diventerà illegale anche la conoscenza  (come dimostra anche l'inqiuietante polemica intorno alla Cannabis Tipo Forte di questi giorni). Altra osservazione è che l'UDC non è proprio il partito più adatto a parlare contro gli stupefacenti visti i gusti privati dei suoi deputati come testimonia il festino hard a base di prostitute e cocaina dell'onorveole Mele.

Inoltre porre ai giovani l'alternativa reale della coltivazione per uso personale per tenersi lontani dallo spaccio e da sostanze più pericolose non pare solo poco criminale ma addirittura educativo...


Se le scuole diventano cinodromi...

— Inviato da medioattivista @ 15:33

Prosegue a ritmo serrato il via vai di unità cinofile nelle  scuole. La proposta del simpatico ministro della salute Livia Turco ormai è una solida realtà in tutta Italia. I cani vengono non solo per la troca degli alunni ma anche per gli alunni stessi. Se ormai non si contanto più le incursioni dei NAS con cani  fin dentro le classi ad ogni latitudine della penisola (con scene umilianti di studenti costretti a consegnare due cannette agli agenti schierati davanti ai propri professori) pare si  stia anche concretizzando una pratica ancora più tremenda.

Ora i cani sono anche "dall'altra parte" della cattedra e fanno lezioni sulle sostanze stupefacenti. Insomma quell'infrmazione sulla droga che sarebbe tanto necessario fosse trasparente e senza allarmismi viene fatte dalle divise blu. Dopo il caso della scuola media di Varese, dove il 22 aprile si è solta un'interessantissima lezione con niente popò di meno che una simulazione di perquisizione e di arresto ecco che il deleterio esempio viene ripreso a Civitanova Marche dove oggi s'è svolta la prima lezione che anche qui, dopo aver spiegato ai "ragazzi" gli "effetti devastanti della droga", ha dato loro una dimostrazione pratica anti-droga con l'ausilio delle unità cinofile. 

Chi ci arriverà in soccorso? Chissà, visto che la proposta della serie d'incontri con la guardia di finanza nella Marche (che proseguiranno all'Istituto professionale 'Pannaggi' e all'Istituto tecnico per geometri di Macerata, il 20 maggio al liceo classico 'Leopardi' di Recanati, il 28 all'Itc 'Gentili' di Macerata e il 4 giugno ancora a Macerata presso l'Itas 'Matteo Ricci') è bipartisan e  ha preso spunto da due mozioni, presentate da due consiglieri provinciali di opposti schieramenti, Andrea Blarasin (An) e Roberta Belvederesi (Pd).

Non si può che continuare a ribadire i soliti punti contro una proposta così stupida, dannosa e autoritaria

1. I marescialli della Guardia di Finanza, i dirigenti scolastici e gli amministratori locali hanno forse qualche lacuna con l'inglese. Cio' inibisce l'accesso agli studi sulle tossicodipendenze pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali (ammesso e non concesso che siano comunque di loro interesse).
2 . Creare allarmismo sparando palesamente dati falsi (del tipo 'anche una canna può uccidere') non fa che screditare agli occhi degli studenti l'informazione sulle sostanze.
3. E' innegabile che mandare uomini armati e cani antidroga nelle scuole abbia un suo fascino elettorale, in particolar modo per quei genitori comprensibilmente terrorizzati dalla retorica mediatica dell'emergenza continua (emergenza che, per la quasi totalita' della comunita' scientifica internazionale, e' spesso causata da leggi e programmi ispirati alla sola repressione piuttosto che alla prevenzione e alla riduzione sanitaria del danno).


A quando la madre superiora delle orsoline per fare il corso di educazione sessuale? Aspettiamo fiduciosi, sicuri che la politica ancora una volta non deluderà i ggiovani! 


E ora l'educazione antidroga nelle scuole la fanno i cani

— Inviato da medioattivista @ 14:29
 
Repost di un articolo apparso suoggi su ADUC scritto da quel fantastico animale antiproibizionista che risponde al nome di Pietro Yates Moretti
 
C'era una volta in America un programma chiamato D.A.R.E (educazione per la lotta contro l'abuso delle droghe), progetto di ‘prevenzione ed educazione' condotto dai soldati che ogni giorno combattono in prima linea la guerra alla droga. L'acronimo era velocemente apparso sulle insegne di tutte le scuole medie, sulle magliette di milioni di ragazzi e soprattutto su quelle dei loro genitori. Era in sostanza il pilastro del programma federale di prevenzione alle droghe, in una guerra che altrimenti si continua a combattere quasi esclusivamente sul fronte della repressione. E' D.A.R.E. che ha reso famosi slogan come "Say no to drugs" (di' no alle droghe) e che ha promosso campagne di informazione shock, come quel celebre spot televisivo sbeffeggiato da decine di milioni di giovani in cui un ragazzo perde la memoria, picchia i genitori e si isola dal mondo dopo aver provato un tiro di marijuana. Sempre D.A.R.E. ha promosso i test obbligatori antidroga per gli studenti ed i controlli delle unita' cinofile nelle scuole.

Ma poi e' arrivata la scienza, quella impietosa forza terrena che troppo spesso rovina la festa allo slancio ideologico. Studio dopo studio, e' stata dimostrata la totale inefficacia di D.A.R.E. Anzi, secondo diverse indagini, dove c'e' D.A.R.E. c'e' piu' droga. Perche' tutto questo? Secondo i ricercatori (quei maledetti guastafeste), vi erano sostanzialmente due grossi problemi con il programma. Per prima cosa, la tecnica della paura, basata su informazioni esagerate ed allarmistiche sugli effetti delle singole sostanze, ha un effetto contrario a quello auspicato. Molti, moltissimi studenti hanno fumato uno spinello, e sanno benissimo che non vi e' alcun rischio di trasformarsi in serial killer o di morire. Soprattutto, il programma non era condotto da esperti della materia (medici, operatori sanitari, etc.), ma da agenti di polizia, che ovviamente interpretano la tossicodipendenza come questione essenzialmente militare. Un mix letale, secondo gli scienziati, che ha portato rapidamente alla quasi scomparsa di D.A.R.E. dalle scuole statunitensi.

Nel 1993, quando D.A.R.E. andava ancora per la maggiore, ho avuto modo di partecipare ad uno di questi seminari scolastici nella scuola superiore che frequentavo all'epoca. Era evidente dai commenti dei miei compagni di classe che l'evento aveva tre principali funzioni: saltare qualche ora di lezione, deridere le affermazioni stravaganti sugli effetti mortali della marijuana (magari dandosi appuntamento a 'sfidare la morte' all'uscita dalla scuola) e infine soddisfare la cuorisita' adolescenziale per le armi da fuoco. Il seminario termino' con una lunga sequela di richieste al malcapitato poliziotto di mostrare la sua pistola d'ordinanza.

Ma tutto questo e' accaduto in un Paese lontano lontano. E cosi', come se niente fosse, nel nostro Paese diamo oggi vita a programmi di 'prevenzione' che ricalcano le tecniche di D.A.R.E. A Varese, sono addirittura i cani antidroga ad impartire lezioni agli studenti. 'La droga a scuola non può essere tollerata', e per prevenire il consumo di droga, lo scorso 22 aprile e' stata offerta una dimostrazione agli studenti delle medie di Varese da parte della forze dell'ordine. 'Un modo per far loro vedere cosa succede a chi infrange la legge', riporta un quotidiano locale. Dopo un corso teorico in aula condotto da un maresciallo della Guardia di Finanza, sempre secondo le cronache locali, i cani antidroga si sono esibiti nella ricerca di sostanze illegali, per poi simulare un arresto con tanto di tentativo di fuga. Insomma, un D.A.R.E. in versione cinofila. Dai kit antidroga distribuiti gratuitamente alle famiglie, alle ispezioni di polizia nelle scuole, l'Italia di oggi sta imitando gli Stati Uniti di ieri.

Mi chiedo, ma come e' possibile tutto questo alla luce dell'esperienza americana? Dopo averci riflettuto un po', credo di aver trovato le risposte:
1. I marescialli della Guardia di Finanza, i dirigenti scolastici e gli amministratori locali hanno forse qualche lacuna con l'inglese. Cio' inibisce l'accesso agli studi sulle tossicodipendenze pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali (ammesso e non concesso che siano comunque di loro interesse).
2. I promotori del D.A.R.E. all'italiana possono contare sulla condizione disastrata della ricerca scientifica nel nostro Paese. Insomma, meno studiosi fra le scatole che potrebbero dimostrare l'inefficacia e addirittura la pericolosita' del loro operato.
3. E' innegabile che mandare uomini armati e cani antidroga nelle scuole abbia un suo fascino elettorale, in particolar modo per quei genitori comprensibilmente terrorizzati dalla retorica mediatica dell'emergenza continua (emergenza che, per la quasi totalita' della comunita' scientifica internazionale, e' spesso causata da leggi e programmi ispirati alla sola repressione piuttosto che alla prevenzione e alla riduzione sanitaria del danno).

Che fare? Sinceramente, anche alla luce di cio' che sta accadendo nel mondo della politica parlamentare, non lo so. Le chance che un Governo italiano, di qualsiasi parte politica, segua le indicazioni degli operatori e degli studiosi della tossicodipendenza, sono pari a zero. Dovremo quindi attendere che sia l'Europa ad indicarci (o imporci) nuovi strumenti per la lotta alle dipendenze. Nel frattempo, c'e' solo da augurarsi che il ‘D.A.R.E. di noi altri' non dia vita ad una nuova generazione di giovani diffidenti e quindi indifferenti alle istituzioni e ai propri genitori. Perche' questo e' il rischio che corriamo ogni volta che l'educazione si basa sulla paura e sul sospetto, piuttosto che sul rispetto dell'intelligenza e sulla fiducia.

Studenti milano occupano l'assessorato alla Salute contro kitantidroga

— Inviato da medioattivista @ 18:37

Oggi alcuni collettivi studenteschi milanesi hanno simbolicamente occupato l'androne dell'Assessorato alla Salute per protestare contro la distribuzione alle famiglie dei kit-antidroga che sta avvenendo in tutta la città in questi giorni (la pratica nel frattempo si sta allargando anche ad altre province che la stanno già adottando).

Gli studenti hanno protestato contro l'assesossore antidroga Landi al grido di "Ma kit ti vuole?" volantinando per qualche ora ed esponendo vari striscioni. I giovani antiproibizionisti hanno denunciato che "l’amministrazione è capace ad affrontare i problemi della droga soltanto come un tabù".

Landi ha risposto  ribadendo un generico no a tutte le droghe e in generale a qualsiasi alterazione delle percezioni: "tutte le sostanze sono inquinanti dell nostro cervello e del nostro corpo". E sostenendo che il suo programma contro la droga sia a 360° comprendendo informazione e prevenzione. Ipotesi che è facilmente smentibile visto che i ragazzi dei collettivi hanno distribuito nei giorni scorsi 500 questionari sulle sostanze da cui emerge che il 70% degli studenti milanesi non ha ricevuta alcuna informazione su uso e abuso degli stupefacenti nella sua carriera scolastica. Insomma di questi 360 gradi di lotta alla droga pare siano arrivati solo quelli che ti mettono a 90 con i genitori grazie al test antidroga.

Volantino distribuito nei giorni precedenti

Links

http://www.globalproject.info/art-15596.html 

http://www.myspace.com/coordinamentodeicollettivi 

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=17835 

 


Scuola: la certezza (dell'istruzione? naaa, della pena!)

— Inviato da medioattivista @ 14:02

Il delirio securitario e la strategia delle paura hanno fatto sentire, quest'anno più che mai, il loro peso sugli studenti e i giovani delle scuole.

Le istituzioni e gli "educatori" (professori, dirigenti scolastici, ...), che prima almeno fingevano di porsi la questione dei disagi e dell'esigenze giovanili sono passate ad un ragionamento molto più spiccio e comodo. In una follia "alla età vittoriana" chi sbaglia (si droga, ha brutti voti, fa danni, s'incazza, occupa, non studia ecc...) paga e che paga non ha un disagio sociale ma è nato criminale, e come criminale va punito perchè la scuola, si sa, deve premiare i migliori e punire i peggiori. Questa repressione pura, semplice e rivendicata come la migliore soluzione è sintomatica di una Scuola e di un "mondo adulto" che è in una incomunicabilità abissale col "mondo giovanile", in una distanza senza precedenti, di istituzioni che non ascoltano, non capiscono e non rispondono... (Continua)

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