medioattivista

E ora l'educazione antidroga nelle scuole la fanno i cani

— Inviato da medioattivista @ 14:29
 
Repost di un articolo apparso suoggi su ADUC scritto da quel fantastico animale antiproibizionista che risponde al nome di Pietro Yates Moretti
 
C'era una volta in America un programma chiamato D.A.R.E (educazione per la lotta contro l'abuso delle droghe), progetto di ‘prevenzione ed educazione' condotto dai soldati che ogni giorno combattono in prima linea la guerra alla droga. L'acronimo era velocemente apparso sulle insegne di tutte le scuole medie, sulle magliette di milioni di ragazzi e soprattutto su quelle dei loro genitori. Era in sostanza il pilastro del programma federale di prevenzione alle droghe, in una guerra che altrimenti si continua a combattere quasi esclusivamente sul fronte della repressione. E' D.A.R.E. che ha reso famosi slogan come "Say no to drugs" (di' no alle droghe) e che ha promosso campagne di informazione shock, come quel celebre spot televisivo sbeffeggiato da decine di milioni di giovani in cui un ragazzo perde la memoria, picchia i genitori e si isola dal mondo dopo aver provato un tiro di marijuana. Sempre D.A.R.E. ha promosso i test obbligatori antidroga per gli studenti ed i controlli delle unita' cinofile nelle scuole.

Ma poi e' arrivata la scienza, quella impietosa forza terrena che troppo spesso rovina la festa allo slancio ideologico. Studio dopo studio, e' stata dimostrata la totale inefficacia di D.A.R.E. Anzi, secondo diverse indagini, dove c'e' D.A.R.E. c'e' piu' droga. Perche' tutto questo? Secondo i ricercatori (quei maledetti guastafeste), vi erano sostanzialmente due grossi problemi con il programma. Per prima cosa, la tecnica della paura, basata su informazioni esagerate ed allarmistiche sugli effetti delle singole sostanze, ha un effetto contrario a quello auspicato. Molti, moltissimi studenti hanno fumato uno spinello, e sanno benissimo che non vi e' alcun rischio di trasformarsi in serial killer o di morire. Soprattutto, il programma non era condotto da esperti della materia (medici, operatori sanitari, etc.), ma da agenti di polizia, che ovviamente interpretano la tossicodipendenza come questione essenzialmente militare. Un mix letale, secondo gli scienziati, che ha portato rapidamente alla quasi scomparsa di D.A.R.E. dalle scuole statunitensi.

Nel 1993, quando D.A.R.E. andava ancora per la maggiore, ho avuto modo di partecipare ad uno di questi seminari scolastici nella scuola superiore che frequentavo all'epoca. Era evidente dai commenti dei miei compagni di classe che l'evento aveva tre principali funzioni: saltare qualche ora di lezione, deridere le affermazioni stravaganti sugli effetti mortali della marijuana (magari dandosi appuntamento a 'sfidare la morte' all'uscita dalla scuola) e infine soddisfare la cuorisita' adolescenziale per le armi da fuoco. Il seminario termino' con una lunga sequela di richieste al malcapitato poliziotto di mostrare la sua pistola d'ordinanza.

Ma tutto questo e' accaduto in un Paese lontano lontano. E cosi', come se niente fosse, nel nostro Paese diamo oggi vita a programmi di 'prevenzione' che ricalcano le tecniche di D.A.R.E. A Varese, sono addirittura i cani antidroga ad impartire lezioni agli studenti. 'La droga a scuola non può essere tollerata', e per prevenire il consumo di droga, lo scorso 22 aprile e' stata offerta una dimostrazione agli studenti delle medie di Varese da parte della forze dell'ordine. 'Un modo per far loro vedere cosa succede a chi infrange la legge', riporta un quotidiano locale. Dopo un corso teorico in aula condotto da un maresciallo della Guardia di Finanza, sempre secondo le cronache locali, i cani antidroga si sono esibiti nella ricerca di sostanze illegali, per poi simulare un arresto con tanto di tentativo di fuga. Insomma, un D.A.R.E. in versione cinofila. Dai kit antidroga distribuiti gratuitamente alle famiglie, alle ispezioni di polizia nelle scuole, l'Italia di oggi sta imitando gli Stati Uniti di ieri.

Mi chiedo, ma come e' possibile tutto questo alla luce dell'esperienza americana? Dopo averci riflettuto un po', credo di aver trovato le risposte:
1. I marescialli della Guardia di Finanza, i dirigenti scolastici e gli amministratori locali hanno forse qualche lacuna con l'inglese. Cio' inibisce l'accesso agli studi sulle tossicodipendenze pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali (ammesso e non concesso che siano comunque di loro interesse).
2. I promotori del D.A.R.E. all'italiana possono contare sulla condizione disastrata della ricerca scientifica nel nostro Paese. Insomma, meno studiosi fra le scatole che potrebbero dimostrare l'inefficacia e addirittura la pericolosita' del loro operato.
3. E' innegabile che mandare uomini armati e cani antidroga nelle scuole abbia un suo fascino elettorale, in particolar modo per quei genitori comprensibilmente terrorizzati dalla retorica mediatica dell'emergenza continua (emergenza che, per la quasi totalita' della comunita' scientifica internazionale, e' spesso causata da leggi e programmi ispirati alla sola repressione piuttosto che alla prevenzione e alla riduzione sanitaria del danno).

Che fare? Sinceramente, anche alla luce di cio' che sta accadendo nel mondo della politica parlamentare, non lo so. Le chance che un Governo italiano, di qualsiasi parte politica, segua le indicazioni degli operatori e degli studiosi della tossicodipendenza, sono pari a zero. Dovremo quindi attendere che sia l'Europa ad indicarci (o imporci) nuovi strumenti per la lotta alle dipendenze. Nel frattempo, c'e' solo da augurarsi che il ‘D.A.R.E. di noi altri' non dia vita ad una nuova generazione di giovani diffidenti e quindi indifferenti alle istituzioni e ai propri genitori. Perche' questo e' il rischio che corriamo ogni volta che l'educazione si basa sulla paura e sul sospetto, piuttosto che sul rispetto dell'intelligenza e sulla fiducia.

"Atti devianti" a scuola? In tribunale!

— Inviato da medioattivista @ 14:50

In questi giorni l'Osservatorio sui diritti dei minori ha presentato una proposta di legge che verrà portata all'attenzione del governo. La proposta è quella d'istituire un "tribunale scolastico" che si occupi del dilagante caso bullismo.

Una prima riflessione va fatta sul nebuloso "fenomeno del bullismo" che sembra essere diventato un problema di ordine pubblico insormontabile a giudicare dal numero di articoli allarmistici pubblicati in questi ultimi anni dai media. Pezzi che stanno facendo tornare di moda un termine archeologico come bullismo che ormai suonava lontano quanto abbeccedario o pappa col pomodoro.  L'allarmismo mediatico ha sollevato un polverone facendo spesso confusione tra fascismo e bullismo ed ecco che picchiare un disabile e poi disegnare svastiche sulla lavagna (com'è successo a Torino qualche mese fa) diventa bullismo (perchè si sa, in fondo "so' ragazzi...").

La richiesta forcaiola di giustizia nella scuola ha già creato uno dei provvedimenti più repressivi degli ultimi anni (fatto approvare nella "riforma fioroni") che ha già aumentato fino oltre i 15 giorni le sospensioni e ha introdotto addirittura la bocciatura per motivi disciplinari a totale arbitrio del dirigente scolastico.

La proposta di un tribunale per il bullismo è ancora più ridicola e di nuovo sintomo di un "mondo adulto" che ha abbandonato da tempo la funzione educatrice e disorientato non può fare altro che reprimere. La cosa inquietante è la composizione della giuria di questo ipotetico processino: a detta dell'osservatorio «L’organismo deve essere costituito dal dirigente scolastico in qualità di presidente, dal sindaco o da un suo rappresentante, da un delegato delle forze di polizia territoriali, da una delegazione genitoriale, una studentesca e una del corpo docente e dovrà decidere sulle sanzioni da applicare». Il tribunale andrebbe convocato contro gli studenti «implicati in atti devianti» (sic!). Inoltre la proposta riprende una strada già iniziata dal ministro Fioroni che prevede che i danni materiali provocati dallo studente ricadano sulla famiglia, con l'inquietante possibilità che la scuola diventi un parco giochi dove i ricchi possono fare un pò come cacchio gli pare (tanto paga papà!).

La proposta sancisce inoltre il definitivo ingresso della polizia negli istituti chiamandola in causa addirttura per comuni motivi disciplinari oltre che per fatti penali.

'nsomma una schifezza! 

 


Studenti antifa romani: le iniziative x il 25 aprile

— Inviato da medioattivista @ 18:21

Riporto le iniziative organizzate da alcuni studenti antifascisti di Roma congiuntamente all"Altra Consulta" in occasione del 25 Aprile.

 FUORI IL FASCISMO DALLE SCUOLE E DALLE STRADE

- Mercoledì 23

* In mattinata concerto studentesco antifascista al Liceo Peano

* Ore 17.00 incontro copromosso con la associazione "Madri per Roma Città Aperta" alla sala dedicata a Renato Biagetti presso la Città dell'Altra economia, sul tema "Neofascismo nelle scuole e Media"

- Giovedì 24

* In mattinata concerto studentesco antifascista al Liceo virgilio che vedrà l'intervento di un rappresentante del Circolo Mario Mieli, circolo di cultura omosessuale che ha recentemente subito un'aggresione squadrista.

* Dalle 18:30 al Loa Acrobax (ex cinodromo) assemblee, dibattiti e proiezione del film nazirock

* Dalle ore 21:00 sempre all'acrobax concerto studentesco antifascista Rock-ska-reggae con Revolution Of Darkness, Samsara, Junkie Storm, Skin n' bones, I.D.P., Taxi 109

- Venerdì 25

* Ore 11:00 da porta San Paolo concerto cittadino antifascista con spezzone studentesco


Studente antifa fermato dalla polizia per aver coperto scritte naziste

— Inviato da medioattivista @ 19:02

Oggi a Roma sul liceo mamiani sono comparse alcune scritte naziste inneggianti ad Adolf Hitler. Gli studenti della scuola stavano coprendo la scritta quando sono spuntati alcuni agente in borghese che hanno fermato un bidello e uno studente portando quest'ultimo in commissariato per contestargli l'accusa di "danneggiamento di edificio pubblico". Il preside sta per sospendere lo studente antifascista peraltro cercando di fargli saltare il viaggio 'sitruzione grazie alla securitaria "riforma" fioroni.  Segue il comunicato degli studenti e delle studentesse antifasciste di Roma...

"Succede al liceo Mamiani.

Nella notte fra sabato e domenica, alcuni "ignoti" si recano di fronte al Liceo Classico di viale delle Milizie, e dopo le infami scritte di pochi giorni fa inneggiamenti persino allo stupro di Franca Rame, decidono di rimarcare chi sono e cosa pensano.

Compare, enormi, la seguenti scritta: "mille braccia verso il solle inneggiano al tuo nome: Adolf Hitler", seguita da una enorme svastica ed un'altra scritta "siamo stati qui". A fianco, viene attacchinato un manifesto firmato CasaPound-Fiamma Tricolore.
Generale
Stamattina, al rientro a scuola, gli studenti vengono quindi accolti da queste scritte, e dalla presenza di diversi agenti in borghese del Commissariato Prati che, come sempre piu' spesso accade, stazionano nei pressi della scuola "per evitare disordini".

Gli studenti, come sempre fanno, decidono immediatamente di coprile simili vergognose apologie del fascismo. Ed ecco che, come in un brutto film, la polizia interviene per identificare e bloccare gli studenti. Gli agenti in borghese, infine, fanno intervenire una volantane e portano via uno studente minorenne ed un bidello, che aveva osato interessarsi di quanto stava accadendo.

Lo studente viene trattenuto per oltre un'ora in commissariato e denunciato per "danneggiamento di edificio pubblico". Al bidello sembra invece si rimproveri di non aver chiamato il 113 vedendo gli studenti pulire il muro dalle infamie neonaziste.

Dopo il rilascio dello studente, il Dirigente Scolastico Guarino incontra i genitori dello studente cui dichiara che intende avviare la procedura per la sospensione del ragazzo e di attivarsi affinchè non possa partecipare al campo scuola della sua classe. Proprio lo stesso Dirigente Guarino che, poche settimane fa, intervendo all'assemblea degli studenti con Franca Rame, rivendicava con orgoglio - in particolare quando interpellato dai media - come i suoi studenti avessero subito pulito i muri e come, sui muri del liceo, da sempre vi fosse la scritta "mamiani antifascista" che rappresenta l'identità collettiva di quella e di tutte le scuole.

Quanto accaduto, dicevamo, sembra un brutto film di denuncia in cui le istituzioni di polizia e le istituzioni scolastiche, in perfetta collaborazione, tutelano con la forza della propria autorità la propaganda neofascista e neonazista. Non possiamo accettare che sui muri di nessuna scuola vi siano scritte simili oscenità. Non possiamo accettare il Commissariato Prati divenga la emanazione delle sedi di Forza Nuova e Fiamma Tricolore di zona (che, curiosamente, ha piena agibilità di attacchinare e fare scritte in pieno pomeriggio in mezzo al quartiere). Non possiamo accettare un Dirigente Scolastico preferisca una svastica sul muro che uno studente con una bomboletta, tanto piu' dopo essersi vanto del contrario con tutti i mezzi di informazione.

Non lo possiamo accettare, e crediamo nessuno lo possa fare. A partire da queste ore, inizieremo a mobilitarci assieme a tutti coloro che credono a nostra città non sia a disposizione di un manipolo di neofascisti dai curiosi appoggi. Solidarietà agli studenti e le studentesse del Mamiani.


studenti e studentesse antifascisti di roma"


Studenti milano occupano l'assessorato alla Salute contro kitantidroga

— Inviato da medioattivista @ 18:37

Oggi alcuni collettivi studenteschi milanesi hanno simbolicamente occupato l'androne dell'Assessorato alla Salute per protestare contro la distribuzione alle famiglie dei kit-antidroga che sta avvenendo in tutta la città in questi giorni (la pratica nel frattempo si sta allargando anche ad altre province che la stanno già adottando).

Gli studenti hanno protestato contro l'assesossore antidroga Landi al grido di "Ma kit ti vuole?" volantinando per qualche ora ed esponendo vari striscioni. I giovani antiproibizionisti hanno denunciato che "l’amministrazione è capace ad affrontare i problemi della droga soltanto come un tabù".

Landi ha risposto  ribadendo un generico no a tutte le droghe e in generale a qualsiasi alterazione delle percezioni: "tutte le sostanze sono inquinanti dell nostro cervello e del nostro corpo". E sostenendo che il suo programma contro la droga sia a 360° comprendendo informazione e prevenzione. Ipotesi che è facilmente smentibile visto che i ragazzi dei collettivi hanno distribuito nei giorni scorsi 500 questionari sulle sostanze da cui emerge che il 70% degli studenti milanesi non ha ricevuta alcuna informazione su uso e abuso degli stupefacenti nella sua carriera scolastica. Insomma di questi 360 gradi di lotta alla droga pare siano arrivati solo quelli che ti mettono a 90 con i genitori grazie al test antidroga.

Volantino distribuito nei giorni precedenti

Links

http://www.globalproject.info/art-15596.html 

http://www.myspace.com/coordinamentodeicollettivi 

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=17835 

 


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